L’analisi dell’ANAC evidenzia come gli affidamenti diretti siano ormai il modello prevalente in Italia, coprendo stabilmente tra il 92% e il 95% delle procedure in servizi e forniture. Sebbene il loro peso economico sia calato nel 2024 (17%) rispetto al picco del 2023 (31%), la scelta di questa procedura rapida rimane la strategia d’acquisto prioritaria per le amministrazioni.
Il dato più significativo è il c.d. addensamento sottosoglia (bunching): le stazioni appaltanti tendono a calibrare gli importi dei contratti per farli ricadere miratamente appena sotto i limiti legali. Con l’innalzamento della soglia a 140.000 euro, si è registrata una concentrazione massiccia di affidamenti proprio nella fascia tra 135.000 e 140.000 euro (pari al 31% delle gare nell’intorno della soglia), a fronte di un vistoso deficit di procedure nelle classi di importo superiori.
Tale fenomeno è particolarmente marcato nei servizi intangibili (ingegneria, consulenza legale e software), dove la discrezionalità nella stima dei costi è maggiore. Al contrario, per beni standardizzati come i prodotti farmaceutici, l’addensamento è quasi assente. Lo studio rileva inoltre che, mentre le piccole amministrazioni usano l’affidamento diretto per quasi ogni acquisto, quelle più strutturate sono le più attive nello sfruttare la fascia di prezzo “di poco sottosoglia”.
In conclusione, l’Autorità sottolinea che questa tendenza, pur legittima, rappresenta un alert per la vigilanza. Grazie alla digitalizzazione integrale avviata nel 2024, l’Autorità monitorerà con maggiore rigore eventuali frammentazioni artificiose e la ricorrenza degli stessi aggiudicatari per garantire la concorrenza nel mercato.
🔗 Servizi e forniture, affidamenti diretti al 92%. Addensamento a ridosso della soglia
