Segnalazione AS2171 19 maggio 2026
(Bollettino n. 22 del 1° giugno 2026)
L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato con il parere AS2171 del 19 maggio 2026 (Bollettino n. 22 del 1° giugno 2026) ha svolto considerazioni in merito alla relazione ex art. 30 del d.lgs. n. 201/2022 sulla Ricognizione 2025 adottata da Roma Capitale. Le osservazioni in esame attengono l’andamento nell’anno 2024 del servizio di gestione dei rifiuti urbani e di igiene urbana affidato alla società in house AMA S.p.A.
In via preliminare, l’Autorità accoglie positivamente il maggiore grado di accuratezza e dettaglio delle informazioni, ma rileva contestualmente che la Ricognizione 2025 risulta ancora mancante rispetto a diversi elementi informativi richiesti. Sul piano delle criticità economiche e di trasparenza, evidenzia la carenza di informazioni e valutazioni relativamente al concreto andamento dal punto di vista economico della società in house, aspetto che assume particolare rilievo vista la perdita di esercizio di €46,5 milioni nel 2023. Per tali ragioni, rinnova l’invito a includere informazioni sull’andamento economico-finanziario di AMA e sullo stato di attuazione delle azioni previste nel piano di risanamento. Sotto il profilo contrattuale, inoltre, l’AGCM evidenzia che mancano dati sul raggiungimento degli obiettivi quali-quantitativi ulteriori rispetto al TQRIF, tra cui il valore dell’Indicatore di Qualità Totale (IQT) e il valore delle penali comminate ad AMA.
Con riferimento alle criticità del servizio di spazzamento e lavaggio, constata l’assenza di investimenti in automezzi per potenziare/efficientare le operazioni di spazzamento e lavaggio stradale, che pure risulta il segmento più critico dell’operato di AMA. Tale carenza è resa evidente sia dal mancato raggiungimento di tutti gli specifici obiettivi qualitativi stabiliti dal contratto di servizio, sia dall’elevata insoddisfazione dell’utenza, i cui servizi di igiene urbana risultano in media insufficienti. In questo contesto, la massiccia immissione di nuovi cestini gettacarte non pare aver contribuito a risollevare significativamente né i livelli di qualità percepita, né i livelli di qualità erogata, ancora tutti sotto i livelli obiettivo. Di conseguenza, le attuali modalità di svolgimento del servizio si dimostrano evidentemente inadeguate a soddisfare gli standard qualitativi richiesti dal committente e quelli desiderati dall’utenza.
Al fine di superare tali inefficienze, formula una proposta di apertura al mercato attraverso un modello ibrido. A questo proposito, si ricorda che la deliberazione n. 52/2015 prevede espressamente che, in caso di esiti insufficienti nei report trimestrali, si procederebbe ad esternalizzare il servizio di spazzamento, in via sperimentale per la durata di due anni, limitatamente ad alcune aree del territorio della città di Roma. L’Autorità esorta dunque l’Amministrazione a valutare concretamente l’opportunità di procedere attraverso una suddivisione del territorio cittadino in aree al fine di porre a gara il suddetto servizio in alcune di queste, mantenendo invece l’operatore in house nel resto del territorio cittadino. Come spunti operativi, vengono citati i modelli di Parigi (modello ibrido pubblico-privato territorialmente diviso) e Madrid (affidamenti mediante gara e divisione del territorio in lotti); i vantaggi di tale impostazione potrebbero tradursi in risparmi immediati derivanti dalla concorrenza per il mercato e in incrementi di efficienza ed efficacia grazie alla c.d. concorrenza per confronto (yardstick competition).
Infine, in un’ottica di governance e sistemi incentivanti, sollecita l’adozione di sistemi incentivanti per indurre la propria società in house al rispetto degli obblighi pattuiti, anche in termini di impatto sulla retribuzione variabile dei vertici aziendali. Sul piano del quadro normativo vincolante, rammenta il rafforzamento della disciplina ad opera della legge annuale per il mercato e la concorrenza 2025 (l. n. 190/2025), la quale introduce l’obbligo di adottare un atto di indirizzo in caso di andamento gestionale insoddisfacente, nonché la comminazione di una sanzione amministrativa da parte dell’ANAC in caso di ricognizione incompleta.
In conclusione, invita Roma Capitale a comunicare, entro il termine di trenta giorni dalla ricezione del presente parere, le iniziative adottate al fine di implementare le indicazioni e i suggerimenti forniti.
