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Project financing dopo la sentenza della Corte UE sul diritto di prelazione: le osservazioni e le proposte di riforma dell’ANAC in audizione alla Commissione Ambiente della Camera

Osservazioni di Anac sulle risoluzioni in Commissione n. 7/00375 presentata dall’On. Erica Mazzetti il 25.03.2026 e n. 7/00390 presentata dall’On. Angelo Bonelli il 03.06.2026 – Diritto di prelazione nelle procedure di project financing a seguito della sentenza della Corte di Giustizia europea del 5 febbraio 2026 nella causa C-810/24.

Secondo il Presidente dell’ANAC, in audizione l’8 luglio 2026 nella VIIIª Commissione (Ambiente, territorio e lavori pubblici) della Camera dei deputati nell’ambito della discussione sulle risoluzioni in merito alla disciplina del project financing a seguito della sentenza della Corte di giustizia dell’Ue del 5 febbraio 2026, che ha stabilito come non conforme ai principi dell’ordinamento europeo il diritto di prelazione riconosciuto al promotore nella finanza di progetto ad iniziativa privata, la pronuncia della Corte non è arrivata inaspettata. Essa conferma, infatti, le criticità che l’Autorità aveva già evidenziato, a partire dagli effetti restrittivi sulla concorrenza e dal rischio di un peggioramento della qualità dei progetti, come dimostrato dai molti casi in cui si è registrato un unico partecipante alle gare.

Per mantenere attrattivo lo strumento del project financing senza alterare la concorrenza, propone di intervenire su due fronti nella valutazione di una revisione dell’assetto della finanza di progetto.

  • Il primo è quello di valutare offerte alternative solo se garantiscono un miglioramento tecnico significativo (oltre una certa soglia), evitando che passino migliorie marginali.
  • Il secondo è quello di prevedere compensazioni economiche per il promotore non aggiudicatario (rimborso dei costi vivi e un premio aggiuntivo di ideazione per l’opera d’ingegno, a carico del concessionario).

Per quanto riguarda la gestione della fase transitoria, e quindi agli effetti della sentenza sulle procedure in corso che contemplano la clausola di prelazione, il Presidente ha indicato un possibile approccio differenziato:

  • conservare il rapporto in caso di procedure già aggiudicate o in fase esecutiva;
  • ricorrere all’annullamento in autotutela quando siano già scaduti i termini per la presentazione delle offerte o delle proposte ma la valutazione sia ancora in corso;
  • prorogare invece i termini, consentendo la modifica delle proposte sulla base della nuova legge di gara priva della clausola di prelazione, quando la scadenza non sia ancora intervenuta, attraverso un intervento legislativo mirato in tal senso e un’interlocuzione con la Commissione europea.

Tra gli ulteriori interventi proposti nell’ottica di una revisione organica dell’istituto:

  • l’introduzione di una soglia per evitare il ricorso al partenariato pubblico-privato per affidamenti di modesta entità (tipo distributori automatici di alimenti e bevande). Fissare una soglia sarebbe innanzitutto ragionevole per semplificare il lavoro delle stazioni appaltanti ed evitare contenziosi.
  • la necessità che le iniziative private si inseriscano nella programmazione delle stazioni appaltanti, con una regia chiara e riconoscibile del settore pubblico, suggerendo per superare la scarsa partecipazione alle procedure di project financing che si registra, una riduzione degli oneri documentali richiesti agli operatori economici.
  • la priorità di “investire su capacità e competenze degli enti concedenti, anche creando centrali di committenza e soggetti specializzati nel partenariato pubblico-privato, che nella fase iniziale e nella fase gestionale per settore offrano un supporto alle stazioni appaltanti: serve probabilmente ridisegnare un sistema di qualificazione ad hoc per il partenariato pubblico-privato”.
  • infine, una corretta allocazione dei rischi, “così da evitare che, in assenza di una corretta allocazione e di un effettivo trasferimento al privato, l’intero peso economico delle criticità progettuali o realizzative finisca per gravare sul settore pubblico, trasformandosi di fatto in debito”.

Oltre al Presidente dell’ANAC (Autorità Nazionale Anticorruzione), sono intervenuti in audizione:

ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) vd. documento allegato; ASSORUP (Associazione Nazionale dei Responsabili Unici del Progetto); OICE (Associazione delle organizzazioni di ingegneria, di architettura e di consulenza tecnico-economica); Lombardini 22; CNAPPC (Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori).

🔗 Audizione-ANCI-project-financing-8.7.26

🔗Osservazioni Anac – VIII Commissione permanente Camera dei Deputati – 08.07.2026